Residenze Palazzo Pelà si trova immersa tra natura e bellissimi paesaggi, in località Castelguglielmo, tra diverse città d'arte come Rovigo, Ferrara e Verona. E' un bellissimo palazzo vincolato dalle belle arti, dal quale sono stati ricavati diversi appartamenti, arredati e curati nei minimi particolari, in uno stile elegante per garantire un turismo che unisca il comfort alla scoperta autentica del territorio e della natura. |
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EDIFICI IMPORTANTI
- Chiesa parrocchiale, intitolata a San Nicola da Bari, conserva alcune opere del XVIII secolo
- Villa Pelà-Chieregato
- "Il Palazzon" (Villa Paiola)
- Casa Colognesi-Rizzi - Asilo infatile "V.Pelà"
- Mausoleo delle vittime dell’eccidio di Villamarzana
TEMPO LIBERO
La fiera paesana si svolge la prima settimana di agosto.
Aaltre manifestazioni degne di nota sono il carnevale di Bressane, la fiera di primavera (prima domenica di aprile) e il mercatino dell’antiquariato ogni prima domenica del mese, la CastleBeer (Festa della Birra) durante la prima settimana di luglio.
STORIA
Sulle origini del paese non vi sono dati certi anche se sono noti insediamenti in queste aree già dall'età del bronzo. Sono stati rinvenuti numerosissimi resti di insediamenti romani, in particolare cocci, monete e frammenti di mosaici e nella toponomastica sembrano comparire nomi con radici longobarde (ad esempio via Stiningarda).
Le prime vere notizie su Castelguglielmo risalgono al X secolo e sono riferite ad una località, denominata Villa Manegii, che probabilmente comprendeva anche la limitrofa San Bellino, caratterizzata da un castello e da una chiesa dedicata a San Nicolò. L’area è stata per secoli territorio di confine e quindi la presenza di castelli assumeva un’importanza strategica: Guglielmo III degli Adelardi Marcheselli (governatore di Ferrara) decise di riedificare nel 1146 la precedente costruzione, probabilmente caduta in rovina, e di rinominarla Castel Guglielmo in suo onore. Nel
1174 Torello Salinguerra, capo dei Ghibellini di Ferrara conquistò la fortezza, poi espugnata da Obizzo V Marcheselli e successivamente riconquistata dallo stesso Salinguerra. Il castello, probabilmente danneggiato, fu nuovamente ricostruito e rimase nelle mani degli Estensi fino al 1395, quando fu ceduto a Venezia insieme a gran parte del Polesine. Nel 1405 passò nelle mani del Carrarese Francesco Novello di Padova, poi ancora agli Estensi e, nel 1483, nuovamente sotto il dominio veneziano.
Il castello fu distrutto e ricostruito numerose volte nel corso dei secoli ed è probabile che la forma, le dimensioni e lo stile siano mutati notevolmente. Le uniche raffigurazioni rimaste sono alcuni schizzi su mappe catastali, di cui una sola potenzialmente rappresentativa e non simbolica. Nel 1483 Marin Sanudo lo descrisse come un cerchio di mura con una torre centrale innalzati su un argine rialzato rispetto al livello delle paludi circostanti, circondato dalle acque del Tartaro (antico nome del Canal Bianco). Il castello doveva apparire imponente e collocato in
corrispondenza di un’importante via di comunicazione attraverso un’area spesso soggetta ad inondazioni da parte del Fiume Po (ad esempio, nel 1151). Castelguglielmo è citato brevemente anche in una novella del Boccaccio. Il castello fu sempre ricostruito nella stessa posizione fino al 1780 quando cadde definitivamente la torre, non più sostenuta dalle mura precedentemente cadute. Del castello rimangono solo le fondamenta, ora coperte dagli edifici della piazza. |